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¡Siamo tutte YPJ!

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE PER LE UNITÀ DI DIFESA DELLE DONNE IN ROJAVA



Dagli accordi del 29 gennaio tra le Forze democratiche siriane e il Governo di Transizione Siriano, la violenza fisica si è riposizionata nell’arena politica; uno spazio da dove le donne sono state escluse per gran parte della storia scritta. Nonostante le donne della Siria del Nord e dell’Est abbiano lavorato per oltre un decennio alla costruzione di un sistema che le includesse in tutti gli aspetti della vita pubblica, i loro traguardi vengono ora minacciati dagli interessi degli Stati governati da uomini patriarcali. In risposta a questa minaccia crescente, la Piattaforma Congiunta dei Movimenti e Organizzazioni delle Donne ha lanciato una serie di campagne volte alla difesa dei loro diretti e a dare visibilità ai loro successi.


Le Donne difendono le Unità di Difesa delle Donne

Il 26 Aprile, al “12 March Stadium” di Qamishli, la Piattaforma Congiunta dei Movimenti e delle Organizzazioni delle Donne del Rojava e della Siria hanno annunciato una campagna in supporto delle Unità in Difesa delle Donne (YPJ), sotto lo slogan “Siamo tutte YPJ! L’autodifesa è un nostro diritto naturale.”


Molti gruppi, organizzatori, attivisti, intellettuali e simpatizzanti si sono radunati per l’evento, scandendo slogan in supporto delle forze armate femminili e sventolando le bandiere di Kongra Star. Riflettendo l’impegno dell’Amministrazione Autonoma per la diversità regionale, la Piattaforma ha diffuso una dichiarazione in curdo, arabo e siriaco, chiamando per il riconoscimento ufficiale delle YPJ come forza armata regolare all’interno del Ministero della Difesa siriano e sottolineando la necessità di proteggere i diritti delle donne.


Riflettendo l’impegno dell’Amministrazione Autonoma verso la diversità regionale, la Piattaforma ha diffuso una dichiarazione in curdo, arabo e siriaco, chiedendo il riconoscimento ufficiale delle YPJ come forza armata regolare all’interno del Ministero della Difesa siriano e sottolineando la necessità di proteggere i diritti delle donne.


“Negli ultimi anni, le YPJ sono state una delle forze più importanti nella lotta contro il terrorismo, offrendo un esempio eccezionale nella difesa dell’umanità, della dignità e della libertà”, si legge nella dichiarazione. Essa evidenzia l’altissimo prezzo pagato dalle combattenti di queste unità nel loro impegno per proteggere la società siriana e l’umanità nel suo insieme.


La Piattaforma Congiunta ha invitato tutti i movimenti e organizzazioni delle donne, le forze democratiche e l’opinione pubblica in Kurdistan e nel mondo a sostenere la campagna e a schierarsi al fianco delle YPJ. Poco dopo l’annuncio ufficiale, altri gruppi hanno risposto all’appello.


Il Supporto Globale

In Rojava, le Giovani Donne Internazionaliste si sono unite alla mobilitazione online. “Oggi, le YPJ dichiarano il loro impegno a garantire il futuro di una Siria democratica e libera e la difesa delle donne”, ha affermato una compagna in un video pubblicato su Instagram, invitando tutte le forze democratiche a fare altrettanto. Il TAJÊ, il movimento di libertà delle donne yazide nella Siria del Nord e dell’Est, ha dichiarato la propria profonda solidarietà con le YPJ. Anche l’Organizzazione per l’Autosufficienza delle Donne ha annunciato il suo pieno sostegno alle Unità di Difesa delle Donne (YPJ). Il 6 maggio, centinaia di persone sono scese nelle strade di Qamishli per manifestare a favore dell’integrazione delle YPJ nell’esercito siriano, dei diritti delle donne e della democrazia.


Women Defend Rojava (WDR) aveva lanciato una campagna una settimana prima in difesa dei risultati conseguiti dalle donne nella regione: dalla partecipazione politica all’educazione per l’uguaglianza sociale e culturale, fino a un modello di organizzazione autonoma che promuove una vita democratica ed ecologica. Dal 21 aprile, WDR pubblica articoli e video sui social media e online, spiegando il sistema costruito in oltre un decennio e mostrando la sua importanza. “Dall’inizio della guerra di aggressione del 6 gennaio, le donne e le loro istituzioni sono state attaccate sistematicamente, sotto la guida del Governo di Transizione Siriano e dello Stato turco”, affermano, invitando altre realtà a unirsi all’appello.


Donne da tutto il mondo, tra cui Polonia, Catalogna e Italia, hanno aderito alla campagna come gruppi e come singole persone, traducendo fonti, creando reti e organizzando azioni di solidarietà. In Belgio, donne di Bruxelles hanno collegato le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori del Primo Maggio alla lotta di liberazione delle donne in Rojava e nel mondo, mandando il loro sostegno alle Unità di Difesa delle Donne. Un collettivo italiano composto da diversi gruppi ha realizzato una dichiarazione di solidarietà con un'azione, sventolando le bandiere delle YPJ e mostrando uno striscione con la scritta “We are all YPJ”, mentre altre persone hanno registrato una canzone. Donne dalla Cina hanno espresso la loro solidarietà con un potente video creato da Mistana, utilizzando come musica di sottofondo “War Fox”, composta nel 2015 da YuLi, originariamente scritta a sostegno delle YPJ.


Sul proprio sito, la campagna WDR, che coordina la resistenza internazionale in solidarietà con la rivoluzione, elenca molte azioni e passi concreti che possono essere intrapresi per sostenere l’appello “Siamo tutte YPJ”: proiettare film, fare formazione sull’importanza del Rojava, inviare video di solidarietà e partecipare a eventi online.


“Le YPJ sono la nostra esistenza, la nostra volontà e la nostra rappresentazione!”, ha scandito una ragazza del Kurdistan del Sud in un video collettivo dei membri di Kongra Star a sostegno delle forze composte da sole donne. Fin dalla loro nascita, le Unità di Difesa delle Donne sono state molto più di una forza militare: sono diventate un simbolo del vero potenziale delle donne, del loro sacrificio e della loro speranza. La loro dedizione alla protezione dei membri più vulnerabili della società e la loro volontà di trasformare il sistema oppressivo hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo.


“Il nostro lavoro non è solo questo”, ha detto Emîne Osê, portavoce del Comitato per le Relazioni e le Alleanze Democratiche di Kongra Star, quando Lêgerîn le ha chiesto della campagna, riferendosi a tutte le attività svolte finora. “In futuro ci saranno anche mostre, opere teatrali, incontri e racconti sulla resistenza e sui loro anni di lotta.” Ha aggiunto che sperano che altri gruppi, organizzazioni straniere, persone influenti, accademiche, accademici e giornaliste e giornalisti affrontino questo processo con responsabilità, poiché si tratta di una questione democratica ed etica: è la lotta di migliaia di donne che, in più di quattordici anni, con enormi sacrifici, hanno influenzato la consapevolezza sociale, partecipato attivamente alla difesa della propria regione e combattuto contro ogni forma di attacco disumano.


Aderiamo all'appello: siamo tutte YPJ!

Noi, la Rivista della Gioventù Internazionalista Lêgerîn, aderiamo alla campagna in difesa delle YPJ. La Rivista Lêgerîn è nata come risultato della rivoluzione del Rojava, dallo spirito e dall’azione di compagne e compagni coraggiosi che l’hanno resa possibile. Abbiamo scelto il nostro nome per onorare Alina Sanchez, giovane internazionalista argentina che si unì alle YPJ durante la lotta contro l’ISIS, assumendo il nome di Lêgerîn Çîya, “Alla ricerca delle montagne”. Ha lavorato come dottoressa in Rojava fino a quando è caduta martire in un incidente d’auto nel marzo 2018.


Condividiamo tutte e tutti il compito di costruire legami e solidarietà tra le donne di tutto il mondo, ispirate da Alina e da molte altre come lei. Aderiamo alla campagna per difendere le donne che lottano per tutte e tutti noi. Possiamo proteggerci e sostenerci reciprocamente, lottare insieme e influenzarci a vicenda. La lotta delle YPJ è la nostra lotta.






 
 
 

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