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Lêgerîn #19 disponibile ora: La gioventù insorge!

  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Care lettrici e cari lettori

"Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri". Questa citazione di Antonio Gramsci del 1929 potrebbe essere stata scritta oggi, per la precisione con cui essa descrive la situazione che stiamo vivendo. Tutto indica come il cosiddetto ordine mondiale, fondato sul diritto internazionale, appartenga ormai al passato.


A marzo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov lo ha ammesso apertamente: «Onestamente, non capisco nemmeno come oggi si possa chiedere a qualcuno di rispettare le norme e i principi del diritto internazionale. In realtà non esiste più. E quale legge lo ha sostituito? Al momento nessuno può davvero dirlo…». Un recente discorso di Emmanuel Macron sulle armi nucleari definisce il principio su cui si sta costruendo il nuovo ordine mondiale: «Per essere liberi bisogna essere temuti. E per essere temuti bisogna essere potenti».


La crisi esistenziale che attraversa il capitalismo non gli permette più di nascondersi dietro una maschera. Se le guerre in corso ne mostrano apertamente la brutalità, gli Epstein files riflettono allo stesso tempo la natura della mentalità patriarcale che si cela dietro a questi massacri.


In questa oscurità, le insurrezioni giovanili degli ultimi mesi sono bagliori di speranza che si diffondono in ogni continente. Questi movimenti rappresentano un richiamo a riprendere l’iniziativa e a spezzare la paralisi nella quale il sistema tenta di trascinarci. Come comprendere queste insurrezioni? Quali sono le loro forze e le loro debolezze? Quali prospettive esistono per un cambiamento duraturo? Con questo numero, cerchiamo di offrire alcune possibili risposte a queste domande.


Ciò che è chiaro è che non basta sollevarsi contro il sistema: dobbiamo anche separarci da esso, materialmente e mentalmente. Non possiamo più accettare di servire come soldati, lavoratori o burocrati per gli Stati e le forze capitaliste che stanno conducendo l’umanità verso il collasso. Dobbiamo costruire un nostro sistema parallelo, ponendo al suo centro la libertà delle donne.


«La realizzazione pratica della teoria è la comunalizzazione. Una vita libera e dignitosa può essere raggiunta solo costruendo comuni in ogni ambito della vita. La vera vita libera delle donne — e quindi della società — dipende dalla capacità costruttiva delle donne e dalla comunalizzazione che esse guidano».


Siamo al fianco della gioventù che torna nei loro villaggi in Indonesia, di coloro che si dimettono dalle scuole o dai luoghi di lavoro in protesta contro la guerra in Europa; siamo con la Gen Z del Madagascar che difende le conquiste ottenute con fatica, con i giovani che organizzano unità di autodifesa in Rojava, con la gioventù zapatista che rafforza la propria autonomia e con chi si prepara a salpare nuovamente con le navi delle flottiglie verso Gaza.


Insieme, costruiamo l’insurrezione permanente della gioventù.


Comitato editoriale di Lêgerîn


1. Messaggio di Abdullah Öcalan per l’8 Marzo https://english.anf-news.com/features/-84264


 
 
 

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