Cosa sta succedendo a Şengal?
- 2 giorni fa
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Insieme agli attacchi contro il Rojava, sono moltiplicate le minacce ai territori autonomi di Şengal (Iraq settentrionale, Kurdistan meridionale), dove vive la maggior parte del popolo yazida. Lo stato iracheno, in collaborazione con lo stato turco, sta cercando di disarmare le forze di autodifesa delle YBŞ-YJŞ che hanno combattuto a fianco dei combattenti del PKK e delle YPJ-YPG per salvare Şengal dal genocidio e liberarla da Daesh. Dal 2014 fino ai nostri giorni le YBŞ-YJŞ difendono il territorio e favoriscono lo sviluppo dell'Amministrazione Autonoma Democratica di Şengal. Abbiamo intervistato Eesam Şengalî, membro dell’Unità Giovanile Êzidxan, per comprendere meglio la situazione sul campo.

Ciao compagni, qual è la situazione attuale qui a Şengal? Quali problemi state affrontando? Quali sono le vostre rivendicazioni in merito allo status?
A Şengal, l'amministrazione autonoma, le forze di autodifesa YBŞ-YJŞ e i loro alleati, che hanno lottato per la libertà dall'inizio fino ad oggi, si stanno impegnando a garantire la sicurezza di Şengal. È ben noto che la pace duratura è possibile solo attraverso la protezione della cultura e le credenze del popolo. Un'alleanza che non si fonda sulla democrazia del popolo non si fonda nemmeno sulla pace. Sulla base di questo, ci si potrebbe chiedere: gli Stati del Medio Oriente sono pronti per la pace?
Da una parte, le persone di Şengal affrontano diversi attacchi volti all'occupazione. La Turchia non ha abbandonato le ambizioni imperialistiche e, dai cieli, con i suoi droni e aerei, sta tentando di portare Şengal sotto il proprio controllo. Allo stesso tempo, proseguono le minacce di assimilazione culturale: è in corso una vera e propria guerra volta alla frammentazione, con attacchi diffusi e pesanti sferrati contro le credenze e la volontà del popolo, affinché il sistema capitalista e lo Stato-nazione possano essere accettati.
Affinché Şengal rimanga Şengal, è necessario un approccio politico; occorre uno status fondato sulla democrazia. Non è possibile considerare Şengal come un territorio normale all’interno dell’Iraq. Il popolo di Şengal ha, fino ad ora, garantito la propria sopravvivenza attraverso una legittima e autonoma autodifesa. Durante il genocidio del 2014, mentre il KDP e l’esercito iracheno avevano abbandonato la popolazione, il popolo di Şengal ha resistito da solo e, con il supporto dei combattenti apoisti, si è liberato dalla brutalità di Daesh. Le YBŞ-YJŞ attendono ancora il riconoscimento ufficiale come forze di autodifesa.
In questo contesto, a parte il lavoro svolto dall’amministrazione autonoma, dalle forze YBŞ-YJŞ e dall’avanguardia giovanile, nessuno parla del pericolo e della necessità di proteggere il popolo yazida in quanto popolo antico e sacro. Il lavoro che stiamo portando avanti si svolge in una prospettiva di autonomia popolare e di liberazione delle donne. Non c’è mai alcuna intenzione di fare guerra; il popolo di Şengal non assume una posizione di opposizione nei confronti dello Stato. La storia del popolo di Sengal non si basa sulla guerra ma sulla resistenza. La storia di Şengal è legata all’amicizia, al compagnerismo e alla fratellanza-sorellanza tra i popoli. Ancora oggi, tale approccio viene sostenuto. Negli attacchi contro le SDF (Rojava), la forza della fratellanza-sorellanza e l’unità del popolo sono state dimostrate.
La politica di questa regione poggia sul dialogo per tenere a bada la guerra e permettere così lo sviluppo di Şengal. Tuttavia, gli sforzi del governo iracheno per migliorare la situazione rimangono molto limitati; i suoi approcci non tengono conto delle opinioni e delle condizioni della popolazione.
In che modo la guerra in corso in Medio Oriente, in particolare quella che oppone Israele e gli Stati Uniti da una parte e l'Iran dall'altra, sta influenzando la situazione a Şengal?
Nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, sono prese di mira tutte le aree strategiche. In Iraq nel Kurdistan meridionale, sia gli Stati Uniti che Israele stanno attaccando aree legate all’Iran, mentre l’Iran sta attaccando quelle legate agli Stati Uniti e a Israele. Questi attacchi si sono estesi persino fino al Libano. L'Iraq non è affatto estraneo a queste dinamiche: la Turchia, Israele e il KDP hanno piani e progetti per Baghdad e il Kurdistan meridionale. L’Iraq ne è consapevole. Finora non ci sono stati attacchi a Şengal, ma il governo iracheno vuole privare la popolazione delle armi e quindi del potere. Ancora una volta, si diffondono confusione e disinformazione per alimentare la paura e il caos. Ma la popolazione ha reagito: le armi rappresentano la nostra difesa e il nostro onore. D'ora in poi, se l'Iraq vuole proteggere la propria esistenza, deve comprendere la realtà della sociologia storica della Mesopotamia e, su questa base, sviluppare un dialogo, un'alleanza e uno status per Şengal.
Come movimento rivoluzionario della gioventù, come contrastate gli attacchi sferrati contro la popolazione di Şengal e la gioventù in generale? Quali sono i vostri piani per rafforzare la vostra resistenza?
Occorre un forte risveglio politico per fare emergere la verità e per contrastare gli attacchi fisici e psicologici. Possiamo arrivare a ciò attraverso il welatparezî (amore e difesa per la terra) e la volontà di vivere liberamente. Ancora una volta, questo ruolo e questa missione spettano alla gioventù. Più la società sostiene la propria esistenza attraverso la gioventù, più significato acquisiscono i giovani attivi all’interno della società. Il nostro futuro è nelle nostre mani. È la gioventù che può impegnarsi al meglio a lottare per una vita giusta visto che noi abbiamo un forte legame con la vita, con l'amore per la ricerca della libertà, perché saremo noi ad essere qui domani.
Le guerre sferrate dai poteri egemonici sono collegate al sistema della modernità capitalista, che è per sua natura distruttiva. La realtà del crollo di questo sistema globale (la distruzione, il neocolonialismo e il liberalismo) sta dando origine a una lotta internazionalista. A tal fine, per la nostra lotta dobbiamo adottare un approccio ampio. Più le persone si organizzano sulla base di una mentalità radicata nella verità, meno sono propense ad abbandonare la vera libertà e più possono vivere con onore, uguaglianza e alti standard morali.
Qui ci impegniamo a organizzarci sulla base di un pensiero libero e indipendente; questo deve essere tenuto in considerazione. La difesa di Şengal, sia materiale che spirituale, deve essere garantita attraverso il lavoro e gli sforzi del popolo di Şengal. Questo è il fondamento della democrazia e il presupposto per la pace. La difesa della cultura, delle credenze e delle conquiste della società sono condizioni essenziali. Tutto ciò deve svilupparsi sulla base dell'autodeterminazione. A tal fine, affinché si giunga a un accordo, esso deve basarsi sul dialogo nel quadro delle identità e delle caratteristiche specifiche dei popoli.



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